La nostra storia

“Il Signore mi donò dei fratelli per vivere secondo il Vangelo”

La chiesa di San Francesco a Ripa Grande in Trastevere è la prima chiesa francescana di Roma, il luogo, oggi Santuario, dove soggiornò San Francesco. La facciata della chiesa (dell’architetto Mattia de Rossi, 1682) è barocca, semplice e a due ordini, con lesene doriche che dividono il piano inferiore in cinque scomparti, mentre il piano superiore è limitato alla navata centrale. Il campanile a vela, edificato nel 1734, sostituisce quello medievale. L’interno è a tre navate con croce latina e presenta tre cappelle nella navata destra e tre in quella sinistra. Le navate sono divise da pilastri dorici reggenti il cornicione, sul quale poggia la volta a crociera. L’ambiente è quello tipico francescano, privo di sfarzo o lusso, ma tuttavia arricchito da numerose opere e monumenti funebri che adornano pilastri e pareti.
All’ingresso si possono vedere due monumenti funerari del senatore Tommaso Raggi e di sua moglie Ortensia Spinola, attribuiti a Gerolamo Lucenti, risalenti al XVII secolo. Per quanto riguarda i pilastri, sul secondo a sinistra troviamo il monumento al ven. Innocenzo da Chiusa, frate santo e grande mistico, di G. B. Mola, mentre sul secondo a destra c’è il monumento al predicatore, mistico e poeta Bartolomeo Cambi da Salutìo, con ritratto su tela, fatto erigere dal Papa Benedetto XIV. L’Altare Maggiore, barocco con marmi policromi, è dell’architetto francescano fr. Secondo da Roma (1746). Al centro si può notare la statua lignea di San Francesco in estasi sostenuto dagli angeli, dello scultore francescano fr. Diego da Careri, risalente a prima del 1660. Ai lati possiamo vedere le due statue in gesso, ancora di fr. Secondo da Roma, raffiguranti la Fede e la Carità, risalenti al 1751.

San Francesco a Ripa

1000

L’Ospizio di San Biagio

Negli anni 936-949 il Conte Benedetto di Campania edificava un Monastero benedettino, intitolato ai due fratelli medici SS Cosma e Damiano (San Cosimato). Tale monastero fece sentire subito il suo influsso nel rione poichè i monaci vollero prodigarsi a beneficio dei poveri malati e dei pellegrini, erigendo un ospizio-ospedale. L’Ospedale di San Biagio veniva eretto vicinissimo al Tevere (Ripa Grande) e, per questo, divenne molto importante per i pellegrini.

1209

L’arrivo di San Francesco

Qui venne accolto anche San Francesco quando venne a Roma in visita dal Papa. Molto probabilmente, il primo contatto tra il Santo e l’ospizio di S. Biagio deve essere avvenuto già nel 1209. Sopra la sagrestia, tutt’oggi, si conserva la cella dove egli dimorò (Santuario). La ristrutturazione della prima casa francescana a Roma è avvenuta grazie a due benefattori: donna Jacopa de’ Settesoli e il Conte Pandolfo dell’Anguillara. Fu proprio Jacopa, che conosceva ed amava il Santo, a presentarlo all’Abate di San Cosimato e a fargli concedere ospitalità insieme ai suoi compagni.

1229

Primo convento francescano a Roma

Primo convento francescano a Roma

Il Conte Pandolfo dell’Anguillara, quando la Chiesa, con annesso ospizio, passò per ordine di Gregorio IX ai Francescani, provvide all’ampliamento di entrambi. Esisteva un affresco raffigurante il Conte, vestito da Terziario, che offriva a San Francesco la nuova chiesina. La Chiesa di San Biagio fu riedificata dalle fondamenta, alla forma basilicale romana si aggiunse qualche modifica secondo le esigenze dei Francescani, dediti non alla vita monacale, ma a quella apostolica. Il coro, ad esempio, che si trovava davanti fu posto dietro l’altare; si arricchì delle meravigliose pitture del Cavallini che rievocavano la vita e i miracoli di San Francesco; il Tabernacolo, sovrastante l’Altare Maggiore, originariamente si rifaceva a quello dell’antica Basilica; infine, al lato destro della Chiesa, si provvide a formare il primo Convento francescano di Roma.

1400

Il Chiostro

Nel 1400, specialmente in seguito al movimento riformatorio dell’Osservanza, San Francesco a Ripa subì un notevole sviluppo e venne costruito il magnifico chiostro a destra della Chiesa, ridotto poi nel Seicento in seguito alla formazione delle Cappelle della navata di destra.

1500

Le cappelle della navata sinistra

Nel Cinquecento troviamo già indicato il corpo delle cappelle di sinistra. La Cappella del Crocefisso, fu edificata dai Signori Della Cetra o Cetera prima della fine del Quattrocento; verso il 1560 veniva edificata ed abbellita quella dell’Immacolata, qualche anno dopo quelle dell’Annunciazione e del Salvatore (detta poi della Pietà). Nel 1579 Chiesa e Convento passano, definitivamente, ai PP. Francescani Riformati. Si impose la necessità di ampliare il Coro, a causa dell’aumento del numero dei religiosi. Mentre Mons. Vipereschi faceva iniziare l’Infermeria, che da Piazza San Francesco si estendeva alla via San Michele per oltre 110 metri, Mons. Biscia, su disegno dell’arch. Longhi, volle provvedere all’ampliamento del Coro e dell’Altare Maggiore. Il progetto comportava la distruzione del giardino e l’abbattimento della Cella di San Francesco: i frati si opposero e Intervenne il Card. Mattei, protettore dell’Ordine. I disegni originali furono corretti e il Coro, allungato a discapito del solo giardino, venne coperto con una volta portata all’altezza della navata centrale; intorno ad esso, al posto dei sedili originali, ne venivano allestiti altri in noce. L’Altare Maggiore fu eseguito in legno dorato; su di esso rimaneva il vecchio dipinto raffigurante la Vergine nel mezzo, con ai lati San Francesco e San Biagio, sostituito in seguito con la statua di San Francesco. Paolo Guidotti affrescò nei pilastri laterali San Giovanni Battista e San Lorenzo con Angeli adoranti il SS. Sacramento, mentre sulla fronte dell’arco si ammirava l’Eterno Padre. Dalla parte del Coro altri Angeli in adorazione completavano l’abbellimento dell’Altare Maggiore.

1600

Arriva il Barocco

Arriva il Barocco

Dal 1600 fino al 1675, quando fu chiamato anche il grande Gian Lorenzo Bernini(link) a scolpire la Statua della Beata Albertoni, le Cappelle della navata sinistra furono ritoccate nell’architettura ed abbellite da vari artisti. Nel 1675 il Card. Lazzaro Pallavicini finanziò la riedificazione della Chiesa ad opera dell’architetto Mattia De Rossi.. Le volte della chiesa e la facciata furono del tutto sostituite e costruite “ex novo” le Cappelle di destra, mentre le magnifiche colonnine che dividevano le navate e formavano la crociera venivano solo fortificate ed, in parte, incorporate nei pilastri attuali. Tutti gli affreschi del Cavallini scomparvero. La Chiesa diventa barocca e necessita di una nuova consacrazione, che avvenne nel 1701, ad opera dell’Eminentissimo Cardinal Sperelli di Assisi.

1700

La riconsacrazione

Dal 1737 al 1746 l’Altare Maggiore fu per ben due volte distrutto e ricostruito: a quello di mons. Biscia in legno dorato fu sostituito un altro di stucco. Consacrato nel 1738, vi fu trasferita la statua di San Francesco che si trovava sull’Altare a destra, insieme alle antiche indulgenze conferite con la bolla di Clemente XII. Vi fu posto anche un paliotto ad inferriata e sulle due porticine laterali di marmo furono posti due Angeli con candeliere. Tutto ciò non dovette piacere molto ai religiosi, che nel 1746 diedero incarico al noto architetto francescano Fra Secondo da Roma di abbattere l’altare precedente e, con altro suo disegno, di rifarlo in marmo. Non appena terminati i lavori, fu di nuovo tutto riconsacrato il 17 settembre di quell’anno. Le pitture del Guidotti ai pilastri laterali dell’arco scomparvero ed a sostegno della Statua di San Francesco vi si pose un Angelo, mentre un altro più piccolo ai piedi del Santo teneva nella mano destra un teschio ed un libro. Ci fu anche un cambiamento per quanto riguarda gli Altari laterali: quello di destra fu dedicato a Sant’Antonio e vi si portò la Statua del Santo, quello a sinistra si dedicò a Santa Giacinta Marescotti, e vi si mise la Statua della Santa (1751). Si stava intanto chiudendo il Settecento, con i travolgenti moti della Rivoluzione Francese e già nell’aria si sentivano gli accenni del furioso temporale che si doveva abbattere sugli Ordini religiosi.

1800

L’attacco ai francescani

Il 17 maggio 1809 fu dichiarato decaduto da Napoleone lo Stato della Chiesa e i Religiosi di San Francesco a Ripa furono presi particolarmente di mira. In seguito, nel 1849, i garibaldini cacciarono i Religiosi e si accamparono nelle mura del Convento, lasciando così chiusa la Chiesa; finalmente abbattuto definitivamente lo Stato Pontificio, con l’occupazione da parte delle truppe piemontesi del 1870, i Religiosi di San Francesco a Ripa ebbero l’intimazione di lasciare il Convento in data 12 novembre 1873. Il pontefice Pio IX benignamente concesse al Padre Superiore alcune stanze in Via della Luce, ove poterono dimorare sei religiosi per il servizio della Chiesa. In precedenza, come lavoro di sistemazione, erano stati rifatti nel 1866 i pavimenti della Chiesa, sostituendo gli antichi con gli odierni di marmo; successivamente, nel 1882, quando veniva beatificato il Beato Carlo da Sezze, la Cappella della Pietà veniva restaurata dall’architetto Paolo Belloni, che serbò per quanto gli fu possibile gli antichi affreschi.

1900

Dal 1900 ad oggi

Dal secolo scorso ad oggi non ci sono stata grandi cambiamenti. Nel 1906 San Francesco a Ripa diventa Parrocchia e accoglie la bellissima fonte battesimale. Nel 1931 viene costruita la nuova balaustra in marmo dell’Altare Maggiore e scompaiono le cancellate in ferro in diverse Cappelle. Viene restaurata la cella di San Francesco, rinnovato l'organo e il Presepe passa dalla Cappella dell’Immacolata a quella dell’Annunciazione. Il secolo scorso molti frati furono formati a San Francesco a Ripa, tra loro, Padre Ginepro Cocchi da Artema (Roma), morto martire in Cina nel 1939.