Venerabile Padre Ginepro Cocchi

Venerabile Padre Ginepro Cocchi

Padre Ginepro Cocchi era originario di Artena, un paesino vicino Roma dove nacque il 14 Ottobre del 1908, da Attilio e Italia Cioccali. Il rettore del collegio serafico di Artena lo descrisse come un ragazzo sincero, innocente, puro, semplice e diligente in tutto. Nel Settembre del 1923 iniziò il suo noviziato presso il convento di San Francesco a Fontecolombo, in provincia di Rieti, dove prese il nome di Ginepro. Studiò teologia a Roma presso il Collegio Internazionale di Sant’Antonio. Ebbe come compagno il venerabile Gabriele Allegra e come insegnante il servo di Dio Ignazio Beschin.

Missione in Cina

Nel Dicembre del 1929, presso la Chiesa di San Francesco a Ripa, fra Ginepro Cocchi fece la professione solenne. Nel 1931 venne ordinato sacerdote a Roma presso la chiesa di Sant’Ignazio. Incontrato, insieme a 33 missionari, il Santo Padre, fra Ginepro partì per la Cina imbarcandosi sulla nave Venezia. Il viaggio durò due mesi e, infine, giunse a Taiyuanfu.
Finiti gli studi andò a Kuo-hsien come coadiutore per, poi, perfezionare la lingua cinese a Ting-Shiang. A lui furono affidati i distretti missionari del Wu-Tai (roccaforte buddista) e di Ting-Shiang. La vita in queste zone era molto complessa. Mentre le ostilità tra Cina e Giappone peggioravano, i bombardamenti erano continui e devastanti. Fra Ginepro diede conforto alla popolazione tutta, senza distinzione di religione, prendendosi cura degli indifesi, soprattutto, quando i Giapponesi conquistarono il territorio.

Nel 1939 riprese il cammino di evangelizzazione e lasciò Kuo-Hsien per andare verso nord, lì dove i guerriglieri comunisti avevano le proprie basi. Nel villaggio di Nan-Tsuen, durante la messa, queste furono le sue parole: «Io morrò, ma dopo la mia morte state attenti ai lupi, siate costanti nella fede abbracciata. Siate pronti a soffrire qualsiasi cosa piuttosto che rinnegare il Vangelo».

Il martirio

Padre Ginepro Cocchi morì in un modo atroce. Il frate prese le difese di una catechista alla quale veniva intimato di far parte dell’organizzazione politica locale. Per questo motivo, durante la messa, un gruppo di militari entrò nella stanza di raccolta dei cristiani per insultarlo. Lo denudarono, insultarono e poi, trascinato fuori dal villaggio, lo picchiarono e lo uccisero con svariati colpi di fucile.

Cristiani e pagani accolsero le esequie, mostrando rispetto e amore per colui che si era prodigato per loro durante l’assedio. Le sue spoglie trovarono pace nel cimitero cattolico di Taiyuanfu.

L’inchiesta diocesana super martyrio, che fu aperta nel 1995, si concluse in un anno. La Congregazione delle Cause dei Santi ha emanato il decreto di validità degli atti diocesani ne 1996 mentre la Positio super martyrio è stata inviata nel 1998. Oggi Padre Ginepro è Servo di Dio.