Affreschi del Chiostro

Affreschi del Chiostro

Durante il XVII secolo il nucleo conventuale diventa un grandioso complesso, comprendente anche un terzo chiostro – l’attuale corridoio che fiancheggia la Chiesa -, in prossimità del refettorio cinquecentesco. L’insieme dei lavori edificatori (1682-1701) furono diretti, sino alla sua morte avvenuta nel 1695, da Mattia De Rossi, l’allievo preferito di Gian Lorenzo Bernini. Questo ambiente, illuminato da aperture sull’area scoperta del chiostro medioevale, si estende per venti metri ed è ornato dagli affreschi di Emanuele da Como, cui il ciclo venne completato, salvo alcune successive aggiunte, nel 1686. Le opere di questo pittore, francescano laico professo, manifestano un’efficace cifra stilistica, come dimostra, ad esempio, il grande dipinto dell’Approvazione Regula Bullata.
Infatti, le espressioni dei dignitari pontifici, raccolti intorno a papa Onorio III e a S. Francesco, trasmettono una spiritualità devozionale coniugata però con un vivido plastico carattere. I ritratti del chiostro vogliono rappresentare, intensamente, l’acuto sentimento religioso dei personaggi, divenendo la parte predominante della decorazione. Santi e beati presi dalla contemplazione di Dio, modelli esemplari dell’intimo sentire cristiano, reali imitatori di Cristo nel nome del fondatore dell’Ordine, S. Francesco. Si mostrano però differenti le figure dei pontefici, già appartenenti ai Frati Minori Francescani, cui la semplicità della raffigurazione pittorica, seppur brillantemente devozionale, fuoriesce dalla dimensione pietistica per impostare, tramite soddisfacente capacità,
forme di palpabile autorevolezza sacrale. Pose più corporee ritratte anche per taluni cardinali, dell’Ordine, assorbiti in dotti dialoghi in armoniosa sequenza.